Il battello del delirio, George R.R. Martin

IBDDMississippi, 1875. A causa del rigidissimo inverno la flotta commerciale del capitano Abner Marsh è stata distrutta, lasciandolo solo, disperato e in bancarotta. In suo aiuto si presenta un nobile forestiero, Joshua York, che è disposto ad acquistare metà delle quote del capitano Marsh e soprattutto vuole che venga costruito il battello più grande mai esistito. Marsh accetta la proposta ma deve rispettare due condizioni: non bisogna mai disturbare il signor York e i suoi amici durante il giorno e mai protestare per le deviazioni di rotta richieste. Così inizia il viaggio del battello chiamato Fevre Dream, ma ogni giorno che passa il capitano Marsh diventa sempre più sospettoso e decide di indagare sul mistero che circonda il suo socio. La maggior parte delle persone conosce Martin solo per aver rivoluzionato il genere Fantasy con la saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ma anni prima di scrivere questa travagliata saga si addentra nel genere Horror e con questo romanzo si capisce che Martin si sa muovere alla perfezione in ogni genere letterario.

In questo libro lo stile di Martin ricorda i romanzi di Twain, specialmente i battelli e le descrizioni del sud e del Mississippi richiamano le ambientazioni de Le avventure di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn, mentre le atmosfere tetre del romanzo rievocano quelle del Dracula di Bram Stoker. I vampiri di Martin differiscono da quelli di Anne Rice e da quello visto ne Le Notti di Salem di Stephen King perché quelli di Martin sono una sorta di evoluzione dell’uomo, hanno comportamenti e sentimenti umani ma la vita eterna, mentre quello di King, ad esempio, è una vera e propria creatura del male. Martin inoltre abbandona i soliti stereotipi dell’aglio, dell’acqua santa, delle croci e dei paletti ma mantiene l’avversione alla luce solare. Se siete interessati alle storie di vampiri sicuramente non potranno mancare nelle vostre letture Dracula, Le Notti di Salem, Le Cronache dei Vampiri ,  Il battello del delirio, tralasciando i recenti libri al riguardo che, a parer mio, sfiorano quasi il ridicolo.
Se volete conoscere altre opere di Martin, oltre alle famosissime Cronache del ghiaccio e del fuoco, questo libro è sicuramente un buonissimo punto di partenza che consiglio a tutti.

VOTO: 7.5/8

 

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