Il giovane Holden, J.D. Salinger

Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1951, con il titolo The Chatcher in the Rye, e successivamente, in Italia, nel 1952, con il titolo Vita da uomo, ha poi cambiato il titolo italiano ne Il giovane Holden, riscuotendo ben più successo. L’ho letto per la prima volta in formato digitale perchè incuriosita dal fatto che Mark Chapman (l’assassino di John Lennon) l’avesse in mano durante l’omicidio; sono rimasta talmente affascinata dallo stile dell’autore
che ho quindi comprato e letto il libro anche in inglese, e vi assicuro che è bello quanto quello in italiano. Holden Caufield ha sedici anni, è appena stato bocciato e decide di lasciare la scuola senza però farlo sapere alla sua famiglia, ad eccezione della “vecchia Phoebe”, sua sorellina. Dopo aver lasciato la scuola si reca a New York per vivere una piccola avventura di un fine settimana, prima di tornare a casa per il Natale ormai imminente. La trama è tutta qua, raccontata in prima persona da Holden in modo spigliato e senza troppi addobbi. Probabilmente è questo che mi ha colpito, il fatto che l’autore abbia impersonato veramente bene un ragazzo di sedici anni con l’aria scocciata, a cui non piace studiare e che, a quanto pare, va d’accordo con ben poche persone.
Un’altra curiosità sul libro è che l’autore, in origine, ha voluto che la copertina fosse completamente bianca perchè voleva che il libro venisse scelto non per la copertina ma per il suo contenuto, infatti, non presentava neanche la trama o la biografia dell’autore stesso. Nell’ultima riedizione sono state riprese le volontà dello scrittore, almeno per quanto riguarda la copertina.
VOTO: 8

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                                                            “Dormite sodo, stronzi!”

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