Madre notte, Kurt Vonnegut

81wfrmwvi2lHoward W. Campbell è rinchiuso nel carcere di Gerusalemme in attesa del processo per crimini di guerra con l’accusa di propaganda nazista, qui ripensa al proprio passato e decide quindi di scrivere le sue memorie. Nel 1923, all’età di 11 anni, si trasferisce con la famiglia in Germania rimanendoci, dopo essersi sposato, anche dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e la conseguente ascesa al potere di Hitler. Successivamente diventerà la voce della propaganda nazista negli Stati Uniti, e anche dopo la fine della guerra, dopo essere fuggito a New York, continuerà ed essere idolatrato dai neonazisti. Dopo aver fatto la conoscenza di Howard W. Campbell nel carcere israeliano torneremo indietro nel tempo sino alla sua nascita e da quel momento, sempre descritti in prima persona dagli occhi del protagonista, ci verranno raccontati piccoli episodi della sua vita andando avanti e indietro nel tempo per scoprire il motivo per cui lui si trova in carcere.

Ma Campbell è davvero colpevole? Ma è stata una libera scelta la sua? Ha sostenuto il nazismo per convinzione oppure come agente segreto per conto degli americani? E anche se non fosse accusato di crimini di guerra, non sarebbe comunque colpevole di essere stato quel che fingeva di essere?

Sono queste le domande che ci faremo durante la lettura e arrivati alla fine ci domanderemo se davvero i servizi segreti servano per scoprire i segreti del nemico oppure siano loro i veri colpevoli dello scoppio delle guerre e in questo caso dell’odio razziale.

Nel 1996 è stato tratto un film dal titolo “Confessione finale” diretto da Keith Gordon con Nick Nolte.

VOTO: 8

          "Noi siamo ciò che facciamo finta di essere, 
       e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere.”

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