Misery, Stephen King

Paul Sheldon è un famoso scrittore. Dopo un brutto incidente si sveglia gravemente ferito a casa di Annie Wilkes che si prende cura di lui. Ben presto Paul scoprirà la verità, è stato rapito da Annie che oltre ad essere la sua ammiratrice numero uno è affetta da turbe psichiche.  Il motivo del rapimento? La morte di Misery, un personaggio dei romanzi di Paul e soprattutto il preferito da Annie. Con orribili torture Annie costringerà Paul a
scrivere un romanzo dove Misery viene “resuscitata”. Pubblicato nel 1987 da questo romanzo è tratto il noto film “Misery non deve morire” di Rob Reiner; Kathy Bates vinse l’oscar interpretando Annie Wilkes. Grazie alla scrittura eccellente, King riesce a coinvolgerti emotivamente, facendoci subito affezionare a Paul. In questo libro King, oltre ad affrontare il problema reale del fanatismo ossessivo verso i propri miti, affronta un suo problema personale, infatti è in qualche modo un libro autobiografico dove il personaggio di Paul rappresenta King e il personaggio di Annie rappresenta la droga e l’alcool di cui King ha abusato per molto tempo. Questo è un libro nel libro, il perché si scopre andando avanti nella lettura.

VOTO: 7.5

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“Quando ci lascia una persona speciale, una persona specialmente cara a tutti noi, troviamo difficile accettarlo, così può accadere che immaginiamo che non ci abbia veramente lasciati.”

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