Lui è tornato, Timur Vermes

Berlino, Estate 2011.61930I+c7NL Un uomo si risveglia in un campo abbandonato, è Adolf Hitler. Dopo uno smarrimento iniziale si accorge che al suo fianco non vi è traccia dei suoi fedelissimi e, soprattutto, non c’è Eva. Appena muove i primi passi si accorge dall’atmosfera tranquilla che la guerra è finita, intorno a lui la città non è più quella che si ricordava, ci sono molti stranieri e una donna, Angela Merkel, è alla guida del Reich. Dopo 66 anni, Hitler inizia una nuova vita e una nuova carriera, ma questa volta in televisione. Tutti lo vedono e pensano che sia solo un comico straordinario, un sosia del Führer, ma non sanno che non è un vero imitatore, lui è Hitler, Lui è tornato.

Nonostante sia un libro comico (ad esempio quando Hitler usa per la prima volta un computer e il cellulare) e ricco di satira, andando a fondo si scoprono lati in cui sono presenti vari cenni storici ricordati da Hitler stesso, che rendono il libro più serio dal punto di vista culturale. Con la pungente satira l’autore critica aspramente la Germania di oggi, la politica e sopratuttolui-e-tornato-v4-34160-320x400 Angela Merkel, descritta come “una donna tozza, che infondeva lo stesso ottimismo di un salice piangente”.

A volte ci si dimentica di chi Hitler sia stato veramente, ci fa pena e ci appare innocente di fronte ai tempi attuali e a tutti i cambiamenti
che il mondo intero, e soprattutto la Germania, ha affrontato durante tutti questi anni, a partire dal cambiamento politico e culturale per arrivare all’avvento della tecnologia.
Altra nota positiva e particolare è il fatto che l’autore alla fine del libro ha aggiunto delle note che approfondiscono la storia e aiutano il lettore a capire al meglio alcuni punti. Nel 2015 è stato prodotto l’adattamento cinematografico con l’omonimo titolo, per la regia di David Wnendt.

 

VOTO: 8,5

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