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Jum fatto di buio, Elisabetta Gnone

A Balicò è arrivato l’inverno ed è quasi Natale. Olga riscalda tutti con le sue storie e infatti ne ha in serbo una nuova, una storia che parla di vuoto e di buio, più precisamente parla di Jum fatto di buio, quello che quando lo incontri non lo puoi più dimenticare. Jum è un essere lento, informe, molliccio, senza mani e senza piedi, trascina il suo peso per raggiungere chi piange, per raggiungere il vuoto che si crea nelle persone quando perdono qualcuno o qualcosa che ci è caro.

Se c’è una cosa che Olga Papel sa fare bene, anzi benissimo, è raccontare le sue storie, ma con lei le sa raccontare perfettamente Elisabetta Gnone, che questa volta, ci emoziona e ci commuove, oltre a farci ridere. Questa volta non ci troviamo davanti una sola storia, ma tante storie che riguardano Jum, perché forse non esiste solo un buio, esistono tanti “bui”, uno per ogni vuoto che le persone e le cose possono lasciare dentro di noi. Con queste storie Elisabetta Gnone fa riflettere grandi e piccini, ma soprattutto insegna, con le sue dolci e rassicuranti parole, che il vuoto non è un male, che il vuoto si può colmare, richiamando un concetto ben più profondo della filosofia e della psicologia: non esiste la vita senza la morte e perciò non può esistere un “pieno” senza un “vuoto”. Queste storie diventeranno la nostra medicina, ma soprattutto, diventeranno la medicina degli abitanti di Balicò, che capiranno che la “paura fa federe cose che non ezistono!”

VOTO: 10

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