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Storie di ordinaria follia, Charles Bukowski

Dal titolo originale Erections, Ejaculation, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness (Erezioni, eiaculazioni, esibizioni e storie di ordinaria follia), qui ci troviamo di fronte ad un Buk ormai cinquantenne, col fegato ormai spappolato, senza lavoro e con i suoi immancabili incontri sessuali e le corse dei cavalli. In questo libro ci aspettano 42 racconti, e ciò che ci aspetteremmo solo dalla copertina è che all’interno di esso ci siano solamente storie a sfondo sessuale, le tanto amate storielle di Bukowski. E invece no, troviamo storie di scommesse sui cavalli e storie sul periodo in cui Charles scriveva il Taccuino di un vecchio sporcaccione per un giornale underground, l’Open Day.

Bukowski come al solito non ci risparmia dettagli, né il suo emblematico linguaggio rozzo. Tra i protagonisti troviamo oltre al suo alter ego, Henry Chinaski, anche se stesso e soprattutto molte donne; donne che amano, donne che imbrogliano e si approfittano degli uomini. Non c’è molto da dire in realtà sulle opere di Bukowski, ti colpiscono in faccia come un pugno o allo stomaco come una delle sue sbronze e sei lì, chiedendoti come faceva, a fregarsene di tutto, a vivere in quel modo, e se quello fosse giusto o sbagliato, essendo sicuri solo di una cosa: se non avesse vissuto così, se non fosse stato così, probabilmente ora non avremmo tra le mani i suoi libri, i suoi racconti e le sue poesie.

Negli Stati Uniti il libro è stato pubblicato in una sola edizione, mentre in Italia è stato diviso in due libri, questo, pubblicato nel 1975, e Compagno di Sbronze (1979). Inoltre esiste un racconto presente nella raccolta che in Italia non è mai stato pubblicato, Svastica, che sarebbe un’aspra critica a chi deteneva il potere negli Stati Uniti, paragonati a Hitler.
Nella dedica troviamo scritto “A Linda King, da cui l’ho ricevuta, da cui mi sarà tolta”, una dedica alla scultrice e poeta che intorno agli anni ’70 fu la sua fidanzata.
Da alcuni racconti presenti in questa raccolta è stato tratto il film Storie di ordinaria follia, diretto da Marco Ferreri e uscito nel 1981.

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